La fondazione della città di Barletta si perde nella leggenda e nel mito, che da sempre, ne attribuiscono il merito alle genti illiriche di Bardylis.
     La presenza di una piccola comunità in epoca romana, invece, è stata confermata dal ritrovamento d'alcune tombe apule. Durante l'età imperiale, Barletta fu semplicemente il porto della ben più importante Canosa. Nel XI secolo, il borgo iniziò ad acquisire le dimensioni di una città. Il popolamento di Barletta fu determinato dalla distruzione di centri vicini quali, Siponto e Canne. Il primo nucleo abitativo, sorse attorno alla chiesa di S. Maria. Successivamente la città crebbe attorno alla grande chiesa del S. Sepolcro.
     Le qualità geografiche del sito, costiero e poco distante dalla foce dell'Ofanto, fecero di Barletta centro nevralgico dei traffici fra Terra di Bari e Capitanata. Inoltre, con la ripresa dei commerci via mare, i pellegrinaggi e le crociate, la città divenne ricco crocevia di mercanti, "santi" e cavalieri. Durante il dominio Angioino, la flotta commerciale barlettana, arrivò ad essere la più importante del Regno.
     Federico II di Svevia vi costruì lo splendido Castello, destinato a diventare, durante il XV secolo, una delle più importanti piazzeforti d'Italia.
     Nel 1310, Barletta fu dichiarata città di demanio e divenne dimora del vescovo di Nazareth, conservando la sede episcopale dal 1330 al 1818.
     Barletta raggiunse il proprio maggior splendore economico e politico durante il dominio degli Aragonesi, i quali la resero seconda città del regno di Napoli. Il suo prestigio divenne tale che, Ferrante d'Aragona volle essere incoronato nella sua cattedrale.
     Ma, il nome di Barletta resta fondamentalmente legato alla vicenda della Disfida del 13 febbraio 1503. Questo evento, che ha da sempre attirato l'attenzione di scrittori e poeti (Guicciardini, Giovo, Vida, Damiani, Ademollo, Grumello) fu celebrato in modo sublime nel 1833 dalla penna di Massimo D'Azeglio. La celebre tenzone vide confrontarsi, sul campo di battaglia, 13 cavalieri italiani, contro 13 francesi, per stabilire chi fossero i più valorosi. Gli italiani, guidati dal comandante capuano Ettore Fieramosca, ebbero la meglio sui francesi di Guy de La Motte. La cultura risorgimentale interpretò la Disfida come un evento anticipatore dello spirito d'unità nazionale. Ancora oggi, chi s'avventuri per il centro storico di Barletta ha la possibilità d'imbattersi nei luoghi che furono teatro di quelle vicende, militaresche e romantiche. Particolarmente ricca di fascino, resta l'antica hosteria Casa di Veleno, oggi nota come Cantina della Disfida, il luogo dove "tutto" ebbe inizio.
     Nel XVII secolo, Barletta conobbe il dramma delle epidemie di peste, e subì le conseguenze di un terremoto devastante. Furono eventi tragici, dai quali però, durante l'800, la città è riuscita a riprendersi grazie alla generosa tenacia dei suoi abitanti.
     Oggi la città si offre in tutto il suo fascino ai visitatori, che qui hanno la possibilità di ammirare le splendide chiese del S. Sepolcro, di S. Andrea, il Duomo, nonché l'imponente castello federiciano. Infine, va ricordato che nel Castello è possibile visitare la straordinaria collezione De Nittis, che raccoglie le più belle tele del grande impressionista barlettano.