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Canosa
di Puglia, situata all'estremo confine Nord della Terra di Bari, è
fra i più antichi centri abitati della regione.
I primi
insediamenti nell'area territoriale canosina risalgono, infatti, al
neolitico. Nell'antichità, la sua storia si legò intimamente a quella
di Roma. In età augustea, Canosa rivestì il ruolo di municipio, che
però perse sotto Antonino Pio, il quale la declassò a semplice colonia.
Nel IV secolo d.C. fu capoluogo dell'intera regione, come sede del corrector
Apuliae et Calabriae.
Attorno
alla metà del VI secolo d.C. la città aveva ormai perso la propria struttura
romana. Questi furono gli anni del vescovado di S. Sabino, durante i
quali Canosa assunse una morfologia policentrica grazie alla costruzione
di diverse basiliche cristiane. Inoltre, l'agglomerato urbano si spostò
verso il pendio nord-est del colle del Castello, assumendo l'assetto
topografico che poi avrebbe mantenuto durante il medioevo.
Alla
fine del IX secolo d.C. Canosa, come il resto del Thema di Longobardia,
tornò sotto il controllo di Bisanzio ed iniziò a riaffermarsi come centro
politico e religioso di rilievo. Nel 835 divenne sede arcivescovile.
Il prevalente interesse bizantino per le aree costiere, però, fece sì
che Canosa venisse presto condannata ad un ruolo gregario rispetto a
Bari. Per tale ragione, nella seconda metà del XI secolo, la sede vescovile
della diocesi di Canosa-Bari fu trasferita a Bari. La definitiva scomparsa
di Canosa come centro di rilievo politico e cultuale si ebbe con la
fine della dominazione normanno-sveva.
Nel
1502, Canosa assistette, suo malgrado, al dramma delle lotte tra angioini
ed aragonesi per il controllo delle terre di Puglia. Le truppe spagnole
vi sostennero un lungo assedio contro i Francesi, cagionando gravi
danni alla popolazione ed alla sua economia.
Canosa
e la sua storia sono unite da un legame, che si sostanzia nella straordinaria
quantità di testimonianze archeologiche ed artistiche custodite dalla
città. Un museo a cielo aperto, che narra la storia millenaria di
questo centro. L'età greco-romana testimoniata dal Tempio di Giove
Toro; l'epoca paleocristiana celebrata dalla splendida Basilica di
San Leucio; i fasti del vescovado di San Sabino evocati dalla sacralità
della Cattedrale dei SS. Giovanni e Paolo, che al suo interno custodisce
lo splendido mausoleo di Boemondo. Una sintesi formidabile, tra passato
e presente capace di far rivivere nell'animo d'ogni visitatore, suggestioni
antiche dal fascino eterno.
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