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Trinitapoli,
anticamente conosciuta come "Casale de Palia" e "Casale de Fabrica",
è situata sulla linea di confine che separa la Terra di Bari, dalla
Capitanata, tra le Saline e l'Ofanto, in una delle aree più interessanti,
dal punto di vista naturalistico, della Puglia.
Le
sue origini risalgono ai primi secoli dopo il Mille. L'antico borgo
si sviluppò attorno alla Chiesa della Santissima Trinità, la quale
dipendeva dall'Abbazia della Trinità di Monte Sacro sul Gargano. Nel
1150 fu donata da Maureliano, signore di Salpi, ai benedettini dell'Abbazia
della Trinità di Monte Sacro, i quali la ribattezzarono Casale della
Trinità. I primi abitanti di Casale Trinità furono le famiglie di
Schiavoni emigrati dai prospicienti Balcani, i pastori abruzzesi che
vi giungevano per svernare, e gli abitanti dell'antica Salpi, costretti
a lasciare la propria città, tormentata da epidemie malariche. Il
declino di Salpi, fece sì che nel 1547 il Casale della Trinità divenisse
sede dell'Arcipretura, istituzione religiosa chiamata a sopperire
la scomparsa della Diocesi salpitana.
Nel
1589, questo piccolo borgo divenne Commenda Magistrale dell'Ordine
di Malta. Il dominio dell'Ordine su Casale della Trinità, perdurò
fino al 1768.
Durante
il XIX secolo, la città ebbe un rilevante sviluppo economico e demografico.
La notevole crescita del paese, fece ritenere non più appropriato
l'identificativo "Casale". Così, nel 1863 esso acquisì il nome di
Trinitapoli.
Di
particolare interesse, a Trinitapoli, è il Museo Archeologico, ove
si può ammirare l'esposizione dell'Ipogeo dei Bronzi, che comprende
due antichissime tombe (la Tomba dei Giganti e quella della Signora
delle Ambre) risalenti, approssimativamente a 1700-1500 anni prima
della nascita di Cristo. Inoltre, appena fuori dal centro abitato,
è possibile visitare il parco archeologico dove, gli scavi ancora
in corso, hanno portato alla luce, altre antiche sepolture. Durante
la seconda guerra mondiale un aviere britannico, John Bradford, identificò
centinaia di necropoli sepolte nel Tavoliere foggiano,
sfruttando la fotografia aerea. Non v'è dubbio, quindi che l'Ipogeo
rappresenti uno degli elementi architettonici più caratterizzanti
dell'intera zona.
Oggi,
Trinitapoli si mostra, agli occhi dei propri visitatori, in un tripudio
di piccole case bianche, di tanto in tanto, interrotto dalla storica
presenza d'antiche e severe abitazioni. Questo paesaggio, che tradisce
la natura profondamente rurale di questo piccolo centro, è dominato
e amorevolmente custodito, dalla Cupola della Chiesa Madre, la quale
sembra intenta a ricordare a ciascuno la genesi religiosa dell'antico
Casale.
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