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Minervino,
il balcone della Puglia, si affaccia sulla Murgia, dominando placidamente
il suo orizzonte brullo, di tanto in tanto,
ravvivato da qualche antica masseria. Secondo una leggenda locale,
le origini del paese risalirebbero al 216 a.C. Durante la battaglia
di Canne, un soldato romano cercò rifugio in queste zone. Qui s'imbatté
in una pastorella chiamata Sofia. I due si sposarono e la cerimonia
fu celebrata nel locale tempio dedicato a Minerva. Tuttavia, i ritrovamenti
archeologici (frammenti di ceramica ed oggetti di bronzo) effettuati
nelle contrade di Lamamarangia, Casale e Madonna del Sabato, consentono
di far risalire la antropizzazione del territorio minervinese, al
II millennio a.C. Il ritrovamento di arredi funerari particolarmente
ricchi nella necropoli (situata nelle vicinanze dell'ospedale), lascia
presupporre che l'insediamento indigeno del VII-VIII secolo a.C. dovesse
essere piuttosto fiorente. Probabilmente, la prosperità del "Loco
Minerbe" iniziò a venir meno quando, l'estensione della Via
Appia, favorì lo sviluppo di Venosa.
Minervino,
come tutte le altre città della Puglia ha subito molteplici dominazioni.
Con l'avvento della dominazione normanna, nel 1040, Minervino subì
un processo d'infeudamento. Due anni più tardi, Rainfrido D'Altavilla
avviò la costruzione del Castello, oggi Palazzo di Città. Fra i numerosi
feudatari di Minervino, dobbiamo ricordare Giovanni Pipino, il cui
stemma campeggia ancora su una delle torrette del maniero. Qui, nel
1357, egli fu cinto d'assedio e catturato da Raimondo del Balzo, il
quale lo consegnò al principe Roberto d'Altamura perché lo giustiziasse.
Fu il primo di una lunga serie di torbidi politici che, nei secoli,
furono consumati per la conquista di questo povero feudo.
Durante
il XVIII secolo, Minervino divenne culla del pensiero illuministico
e giacobino. Essa fu madre di uno degli spiriti rivoluzionari più
arditi del '700: Emanuele De Deo, morto martire, in nome degli ideali
repubblicani, nel 1794.
Il
XIX secolo, ha rappresentato un'epoca di grande sviluppo economico
per Minervino, determinato principalmente dalla divisione del latifondo.
La città iniziò ad ampliarsi seguendo
le linee dettate da un piano regolatore che prevedeva ampio uso di
rampe e scale. Ed è così che oggi, Minervino si presenta ai suoi visitatori.
Arroccata sulle alture murgiane, essa si sviluppa in altezza attraverso
un susseguirsi di stradine che affacciano sulla straordinaria bellezza
del panorama circostante. Minervino è una città antica e fiera, dove
la vita si dispiega secondo modalità che, altrove sono state, già
da tempo, consegnate alla storia. I volti, i profumi ed i sapori di
questa città, raccontano delle sue nobili radici contadine, e del
sostentamento che la terra, da sempre, garantisce ai suoi abitanti.
Particolarmente
suggestivo, è il colpo d'occhio offerto da Minervino, a chi vi giunga
nelle ore serali o notturne. Illuminata da lampioni gialli, si mostra
come un presepe dorato, felice di fornire una calorosa accoglienza
ad ogni suo visitatore.
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