Margherita
di Savoia è una piccola città del Golfo di Manfredonia, adagiata sul
litoraneo del Tavoliere foggiano. È sorprendente lo splendore naturalistico
che circonda il centro abitato. Da un lato il mare, dall'altro le montagne
di sale, in lontananza la verde imponenza del promontorio del Gargano.
Il sale ed il mare da sempre hanno determinato ogni aspetto della vita
dei suoi abitanti. Il legame fra essi e l'oro bianco è, peraltro, testimoniato
dal fatto che fino al 1879 il nome di Margherita fu, semplicemente,
Salina di Barletta. Ed è al sale che si legano le pagine più significative
della sua storia.
Federico
II di Svevia, l'imperatore che tanto amò la grande Puglia piana, fece
costruire qui, il castello di Santa Maria di Salina con lo scopo di
stabilirvi la sede del monopolio statale del sale. Nel XVI secolo, attorno
alla Torre delle Saline (eretta per tenere sotto controllo la minaccia
turca), alla "Cappella Salinarum", ed ai primi pagliai, nacque un piccolo
nucleo abitativo, che si sarebbe poi ampliato man mano che la zona acquisiva
indipendenza da Barletta. È significativo, osservare come perfino la
religiosità degli
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abitanti
di questo piccolo centro fosse profondamente legata al sale. Oltre
alla "Cappella Salinarum" del 1595, essi eressero, tra il 1595 ed
il 1627, la "Cappella Salinarum nomine Sancti Ruggeri", e tra il 1630
ed il 1731, la "Cappella Salinarum Sancti Salvatoris". Queste cappelle,
non sono più visibili. Infatti, nel 1859 con regio decreto, il re
Federico II di Borbone ordinò la costruzione, sulle loro rovine, di
una nuova e più grande chiesa, intitolata al SS. Salvatore.
Nel
1753, il re di Napoli, Carlo III, incaricò l'architetto Gianluigi
Vanvitelli, progettista della Reggia di Caserta, di provvedere
alla ristrutturazione del complesso delle saline. Quest'immensa fonte
di ricchezza andava costantemente protetta, curata e valorizzata.
Chi voglia comprendere veramente l'importanza e l'unicità della relazione
tra li sale e la vita a Margherita, può farlo visitando il Museo storico
della Salina, dove il rapporto ancestrale fra il sale e la popolazione
margheritana è documentato con dovizia di particolari.
Ma,
"non di solo sale" vive la comunità margheritana. Attorno alle saline,
gravita un universo naturalistico e faunistico di straordinaria bellezza.
In questo singolare ambiente palustre che si sussegue lungo la costa
per 20 km, con una larghezza di 4, è possibile osservare aironi bianchi,
fischioni, volpoche, alzavole, folaghe, avocette. Ed è nella valorizzazione
di quest'immenso patrimonio che la città, vede la chiave per il suo
sviluppo futuro.
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