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la riscoperta della cultura antica da parte degli umanisti, durante il
'500, soprattutto con Machiavelli, Aretíno e Ariosto, si assistette
al ritorno alla tragedia e alla commedia di imitazione classica che venivano
rappresentate nelle corti o nelle accademie, da attori dilettanti.
Tra le innovazioni del teatro rinascimentale,
vi è senza dubbio, la nascita della Commedia dell'arte.
Attori professionisti elaborarono un teatro
fondato su una serie di tipi umani fondamentali, le maschere, desunti
dalla commedia classica, sui modelli di Paluto e Terenzio, o ispirati
alla realtà quotidiana e ciascuno in possesso di un repertorio
di battute, monologhi e lezzi mimici che si estendevano su una trama a
canovacco.
Tra le storie più comuni vi è
quella dell'innamorato che, tra beffe di derivazione boccaccesca e situazioni
complicate, riesce a conquistare l'amata.
Fondamentale per l'abbandono dei modelli
classici è l'opera di P.Aretino. Gli attori erano in genere dilettanti:
gentiluomini di corte, membri di accademie. Le parti femminili erano interpretate
da uomini.
Per la satira, il modello ispiratore fu la
favola pastorale i cui i protagonisti sono pastori e ninfe. Si pensi all'
Orfeo del Poliziano e l'Aminta del Tasso.
Il Parco Letterario "E.Fieramosca",
grazie alla collaborazione di attori e registi professionisti, può
far rivivere a chiunque ne abbia voglia, l'emozione di uno spettacolo
rinascimentale. Per informazioni rivolgersi alla sede del Parco Letterario
"E.Fieramosca". |